Nelle ultime settimane vi abbiamo parlato di obblighi, ruoli, scadenze…
Ma una domanda ci arriva spesso, ed è legittima: il 2 agosto scatta in Italia, in Europa, o nel mondo?
L'AI Act è legge dell'Unione Europea, ma l'articolo 2 del regolamento gli dà un effetto che i giuristi chiamano extraterritoriale, lo stesso meccanismo del GDPR. Si applica a chi immette sistemi di AI nel mercato europeo, indipendentemente da dove sia stabilito.
Tradotto: giuridicamente è una legge europea, ma in pratica anche se aziende extra-UE toccano il mercato, riguarda anche loro.
Parte 1 - Dall’Italia all’Europa
Seguendo questo Radar, avrete l'impressione che l'Italia in generale sia in affanno: una legge nazionale che cambia, PMI che scoprono gli obblighi all'ultimo, alfabetizzazione poco considerata…
Attenzione, però, a non leggere questo dato in modo errato; perché come Stato siamo a buon punto, è dal lato delle imprese che siamo un passo indietro.
Infatti sono due piani diversi. Quello che spieghiamo oggi riguarda lo “Stato”: una legge in vigore, le autorità designate, l'impianto istituzionale pronto a far rispettare le regole.
Quello che vi abbiamo raccontato nei numeri precedenti riguarda le “imprese”, ed è vero quanto detto: l'alfabetizzazione AI è obbligatoria da un anno e mezzo, ma poche PMI italiane la stanno affrontando formalmente; la differenza tra provider e deployer, come ha scoperto Alfa nel #1, ancora resta sconosciuta a chi dovrebbe applicarla ogni giorno… e così via…
Ed è proprio questa combinazione a rendere la situazione più urgente: un'infrastruttura di vigilanza già operativa, pronta a controllare aziende che in larga parte non sanno ancora di essere sotto osservazione: lo Stato ha fatto i suoi “compiti”, invece le imprese, in gran parte, ancora no.
Non solo bisogna conoscere il quadro italiano, ma anche quello europeo; infatti, se lavorate con un cliente tedesco, un fornitore spagnolo o una filiale irlandese, il questionario di conformità che vi arriverà non sarà uguale al vostro, per quanto possa essere ben definito.
L’Europa
Solo 8 Paesi su 27 hanno formalmente designato l'autorità nazionale di vigilanza, questo vuol dire che, mentre voi in Italia sapete che a vigilare su di voi sono AgID, ACN e il Garante Privacy, in gran parte d'Europa le aziende non sanno ancora a chi dovranno rispondere. Per le altre economie europee ad oggi la domanda "Chi controlla la mia azienda?" non ha ancora una risposta, o per lo meno non è precisa.
Gli Stati in Europa… alcuni esempi:
Germania: ha affidato la vigilanza di mercato alla Bundesnetzagentur (l'agenzia federale delle reti) e a febbraio 2026 ha portato in discussione una prima legge nazionale di attuazione, la cosiddetta KI-MIG.
Spagna: unica in Europa ad aver creato un'agenzia interamente dedicata all'AI, l'AESIA.
Irlanda: ha scelto il modello opposto: non un'autorità unica, ma quindici enti settoriali coordinati da un Ufficio nazionale per l'AI, operativo dal settembre 2025.
Cipro: all'estremo opposto dell'Irlanda: un modello accentrato, con il solo Commissario delle Comunicazioni come punto di contatto per tutto.
Francia: ha progettato l'architettura più elaborata di tutte: diciassette autorità di vigilanza, con tre che si dividono la maggior parte dei casi: la CNIL per la protezione dei dati, il DGCCRF per concorrenza e consumatori, l'ARCOM per le comunicazioni digitali. Eppure, a maggio 2026, il tracciamento ufficiale dell'Unione non la elenca ancora tra i Paesi con designazione formalmente pubblicata: un piano dettagliato sì, ma non completo.
Parte 2 - Il mondo fuori dall'Europa
Fuori dai confini UE, il panorama non è sempre chiaro.
Stati Uniti - Un federalismo in guerra con se stesso. Non esiste una legge federale sull'AI. L'11 dicembre 2025 il Presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo per costruire un quadro federale che prevalga sulle leggi dei singoli Stati, e a gennaio 2026 il Dipartimento di Giustizia ha formato una task force con l'incarico esplicito di impugnare le leggi statali giudicate incoerenti con la linea federale. Nel frattempo, però, gli Stati tirano dritto per conto proprio: California e Texas hanno leggi già in vigore dal 1° gennaio 2026, il Colorado ha la sua versione in cantiere. Un Paese, cinquanta possibili regimi diversi e un governo federale che sta cercando di fermarli in tribunale.
Ed è dentro questo caos che la California ha scelto; infatti, la legge californiana sulla trasparenza dei contenuti AI (SB 942) doveva entrare in vigore il 1° gennaio 2026. Poi, con un emendamento firmato a ottobre 2025, è stata spostata proprio al 2 agosto 2026, la stessa data dell’UE, dichiarando esplicitamente la volontà di allinearsi ai tempi europei sulla trasparenza dei contenuti generati dall'AI. Aggiungiamo anche che la California non è uno Stato degli USA qualsiasi, ma in qui hanno sede le più grandi aziende AI al mondo.
Regno Unito. Nessuna legge sull'AI, addirittura a maggio 2026 nessun disegno di legge risultava nemmeno depositato in Parlamento. La strategia dichiarata è "pro-innovazione": niente nuova legge orizzontale, il lavoro lo fanno i regolatori settoriali già esistenti; protezione dati, comunicazioni, servizi finanziari… usando i poteri che hanno già. Ma nessuna legge non significa nessun rischio: le regole, quando arriveranno potrebbero cambiare le carte in tavola, e la pressione perché questo accada sta crescendo.
Cina - la sorpresa più grande. Mentre l'Europa ancora rincorre il 2 agosto, la Cina ha le sue regole sull'etichettatura dei contenuti generati dall'AI in vigore dal 1° settembre 2025, ben undici mesi prima della scadenza europea. Il sistema prevede addirittura etichette esplicite, visibili nel contenuto, ed etichette implicite, nei metadati.
Nessun Paese, però, ha davvero finito. Con i continui cambiamenti di questi strumenti, le modifiche non saranno poche.
Nel prossimo numero (#4)
Come nasce davvero una legge europea? Il Digital Omnibus non è comparso dal nulla: dietro il testo che avete letto nei primi numeri c'è un percorso istituzionale preciso: la proposta della Commissione, il negoziato tra Parlamento e Consiglio, il contributo di associazioni di categoria e sindacati nelle fasi di consultazione…
E una sezione ancora aperta: i sindacati pensano che la nuova legge tolga alcune protezioni ai lavoratori contro l'uso dell'AI sul lavoro, e chiedono una legge apposta per risolverlo. Quella legge non c'è ancora.
A giovedì,
Edoardo Rinaldi
Se avete un collega o siete in contatto con un imprenditore, una PMI o un’azienda a cui questo articolo può servire, inoltrate… e fate iscrivere.
Se avete una domanda, rispondete direttamente a questa e-mail o scrivete a: [email protected]